NASCE ASSOPREM, L'ASSOCIAZIONE PRODUTTORI TRAVI RETICOLARI MISTE
La newsletter Comet di questo mese è interamente dedicata alla nascita di una nuova associazione, l'Assoprem (Associazione Produttori Travi Reticolari Miste), presieduta dall'ing. Livio Izzo di CSP Prefabbricati s.p.a., azienda con cui Comet ha un rapporto di partnership storico e consolidato.
In linea con la scelta di Comet di promuovere l'utilizzo dei sistemi di costruzione prefabbricati, contraddistinti da velocità e sicurezza di posa rispetto ai sistemi tradizionali, le travi reticolari miste costituiscono un prodotto fondamentale ed insostituibile per risolvere agevolmente diverse problematiche strutturali.
Vale la pena dunque approfondire la natura ed i motivi che hanno spinto alla creazione di Assoprem. A tale scopo riportiamo gli articoli comparsi nei mesi di marzo e maggio nel periodico "Il Giornale dell'Edilizia", divenuto organo ufficiale dell'associazione.
Tratto da Il Giornale dell'Edilizia, n. 2 marzo 2006
Modena, giovedì 16 febbraio, ore 15.30 nasce Assoprem, l'Associazione Produttori Travi Reticolari Miste.
L'obiettivo è far progettare e produrre le Travi Reticolari Miste “a norma”, sulla base di uno standard che sarà presto identificato dal Gruppo di lavoro di Enti “terzi” e qualificati che si sono dichiarati interessati e disponibili a questo scopo e che si appoggeranno sul lavoro di ricerca di un Consorzio Interuniversitario.
Tutto nasce, e questo va ricordato, a Bergamo nel primo Convegno 2005 organizzato da CSP Prefabbricati per poi ribadire -- amplificandone ulteriormente alcuni concetti nel secondo Convegno, quello di Milano che ha visto un'ampia partecipazione di professionisti -- la volontà di individuare le linee guida, tutt'ora mancanti, per la progettazione e produzione di Travi Reticolari Miste.
A Bologna, all'ultimo SAIE, promosso dal nostro Giornale, è stato organizzato un terzo Convegno sempre sul tema: Progettare Prefabbricato con Travi Tralicciate Miste.
Evento al quale hanno partecipato più di 100 operatori e che ha toccato argomenti, così ben enunciati dai qualificati relatori, che ha spinto alcune aziende a consolidare la volontà di fondare un'Associazione che possa rappresentare istituzionalmente tutti i Produttori italiani di Travi Reticolari Miste.
Naturalmente, le "linee guida" restano l'obiettivo primario da conseguire nel più breve tempo possibile, tanto da far giustizia e dare dignità ad un prodotto che da oltre quarant'anni è stato utilizzato, con la massima libertà espressiva, nel mondo delle costruzioni.
Ed ora, di questa nuova Associazione incontriamo il primo Presidente, l'Ing. Livio Izzo, eletto all'unanimità e al quale poniamo alcune domande sulla neonata Assoprem: Associazione Produttori Travi Reticolari Miste.
Presidente, la nascita dell’associazione è certamente un atto molto significativo, ci può illustrare perché era necessario?
È il risultato di un percorso avviato un anno fa e sviluppato in diverse città, nel quale è stata individuata l’antica carenza di normative e di letteratura tecnica sul tema delle Travi Reticolari Miste, con la conseguenza di avere sul mercato prodotti calcolati nelle maniere più diverse e, soprattutto, con prestazioni reali non verificabili. Quindi è stata invocata un’iniziativa dei produttori di queste travi tesa al raggiungimento del primario obiettivo di avere regole comuni e condivise. L’associazione è stata ritenuta la struttura organizzativa più opportuna per sviluppare un tema così articolato.
Nel suo complesso qual è la mission dell’Associazione?
Valorizzare questo prodotto, che è utilizzato da molto tempo, basandosi su una ricerca qualificata e credibile da trasferire al mondo della progettazione.
Redigerne le “linee guida per la Progettazione e la Produzione” individuando le zone meno note di questi argomenti su cui sviluppare la ricerca.
Proporre uno standard tecnico al mercato che si ponga al di sopra dei singoli marchi, valorizzando tecnicamente i prodotti e l’immagine dei produttori che lo recepiscono; ma certamente il fine ultimo è quello di avere un capitolo dedicato a queste strutture nella prossima edizione del c.d. Testo unico attualmente in regime transitorio di 18 mesi di coesistenza con le vecchie norme.
Quali sono le iniziative che intendete sviluppare a tal proposito?
Abbiamo dato mandato al CIS-E, consorzio fra le Università di Milano, Bergamo, Brescia e Pavia, per una ricerca sull’argomento che raccolga lo “scibile umano” partendo da norme, letteratura, manuali dei vari produttori, prove di laboratorio già effettuate etc., ne classifichino i risultati ed individuino i campi di conoscenza “coperti” e quelli “scoperti” sulle Travi Reticolari Miste.
Tale ricerca sarà guidata da un Gruppo di lavoro di cui faranno parte le aziende associate, il CIS-E ed alcuni Enti tecnici e professionali che hanno già dato la loro adesione.
Di tale lavoro sarà dato ampio e martellante respiro sulla stampa specializzata e culminerà con una presentazione al congresso del CTE di novembre a Parma.
Un’ultima sua considerazione?
Siamo coscienti che la forza di quest’iniziativa dipende prima di tutto dal suo spessore tecnico, poi dalla forza della comunicazione al suo mercato di riferimento ed infine, ultima ma non ultima, dalla rappresentatività delle imprese che ne fanno parte. A tale scopo vorrei fare un appello a tutti i produttori di travi reticolari miste di vedere questa associazione come la loro associazione naturale, quella che non deve né accontentare né scontentare nessun produttore ma che deve accompagnare il prodotto trave reticolare verso la sua piena e più che meritata maturità in un mercato che ne conosca ed apprezzi a pieno le sue sorprendenti prestazioni.
Se si desidera ricevere gli atti dei tre convegni sopraccitati (contenuti in CD ROM) è sufficiente inviare una email di richiesta a C.S.P. Prefabbricati s.p.a. al seguente indirizzo: cspsede@csppref.it, indicando i dati necessari per la spedizione.
Tratto da Il Giornale dell'Edilizia, n. 4 maggio 2006
OBIETTIVI E PROGRAMMI TECNICI DI ASSOPREM PER IL 2006 - Livio Izzo
La missione primaria di Assoprem è quella di dare alle travi reticolari miste lo status di struttura “affidabile” e l’affidabilità si fonda prima di tutto sulla conoscenza.
Nelle strutture la conoscenza si costruisce, attorno ad una morfologia ben definita, con ipotesi ragionevoli sugli algoritmi da verificare poi in laboratorio per poi reiterare il procedimento fino a che gli algoritmi non diventano, per l’appunto, affidabili. E’ a questo punto che tali algoritmi possono venire proposti e poi imposti alla comunità tecnica sotto forma di norme.
Nelle travi reticolari miste il primo problema che si incontra è nel definire le morfologie. Ad iniziare dalle originarie travi reticolari degli anni ’60 ad oggi queste hanno assunto forme sempre più evolute ma soprattutto sempre più diverse fra i singoli produttori spinti a differenziarsi e distinguersi con specifici brevetti. E’ un po’ quello che è successo, in tempi più moderni, con i così detti tegoli “alari” che hanno forme e nomi degli uccelli più esotici.
Il primo compito che graverà sul Gruppo di Ricerca del CIS-E, quindi, sarà quello di definire le famiglie di queste strutture e quindi l’ambito dello standard che si può costruire per esse.
Per raggiungere questo scopo, oggi facilitato da internet, il CIS-E avrà bisogno della collaborazione di tutti i produttori di travi reticolari in Italia che lo informino sulle specificità delle proprie morfologie di travi. E qui conterà la lungimiranza dei produttori che punteranno sulla qualificazione di questo meraviglioso meccanismo che è la trave reticolare mista senza arroccarsi nella protezione del proprio orticello.
Queste travi, infatti, coprono sì e no un 5% del loro mercato potenziale e solo qualificandolo e facendolo crescere e conoscere nel mondo tecnico si potrà puntare ad una sua maggiore penetrazione sul mercato.
Naturalmente, però, il patrimonio di conoscenze e “know how” specifico, che costituisce la ricchezza di ogni azienda, và salvaguardato anche in questo processo.
Come risolvere allora il contrasto apparentemente insanabile fra il concedere informazioni preziose e mantenere per sé la propria specificità?
Assoprem ritiene di aver risolto tale dilemma riconoscendo al CIS-E il diritto e l’onere di mantenere la riservatezza sui documenti che gli perverranno da qualunque fonte, a meno di espressa liberatoria, e di usarne il contenuto solo in forma aggregata o statistica o per completare il panorama delle morfologie o delle tematiche da “coprire” nello standard. Inoltre, a tutte le aziende che collaboreranno a questo “storico” lavoro verrà consegnata una copia del documento finale che sarà redatto entro novembre 2006 e che conterrà non solo una disamina delle morfologie e degli approcci di progettazione ma anche una analisi degli argomenti più noti e di quelli meno conosciuti ed indagati.
Una sintesi di tale documento sarà presentata al Congresso biennale del CTE (Collegio dei Tecnici della Industrializzazione Edilizia) che si terrà a Parma a novembre.
Quali sono gli obbiettivi futuri di Assoprem?
Bè, una volta individuate le zone d’ombra occorrerà “illuminarle” e sarà proprio una campagna di sperimentazione su questi argomenti l’oggetto della seconda parte del mandato al CIS-E.
Ciò con l’obbiettivo di arrivare, nell’estate del 2007, ad aver messo a punto una prima bozza di standard per queste travi. Il passaggio successivo è immaginabile: la bozza di standard e tutto il lavoro di ricerca a monte saranno consegnati ufficialmente alla “Commissione Consultiva per il Monitoraggio della Normativa Tecnica per le Costruzioni”, istituita il 2 marzo di quest’anno, che valuterà se e come inserire le parti che riterrà più rilevanti nella prossima edizione delle “Norme Tecniche per le Costruzioni”.
È un programma ambizioso?
Detto come l’ho appena descritto suona come l’iter fisiologico e naturale che ciascuna normativa percorre. Ciò che lo rende ambizioso è il fatto che da più di 40 anni si parla di normare queste travi ed invece non sono state neppure “ battezzate ” (non esiste un nome scientifico per esse e vengono usati solo nomi e marchi aziendali).
Ci riusciremo?
Noi ce la metteremo tutta e riteniamo di poterci arrivare. Sicuramente sarà gradito qualunque aiuto da qualsiasi parte provenga (produttori, professionisti, associazioni, università) perché più ampio sarà il Gruppo di Esperti e più qualificato e qualificante sarà il risultato.
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