IL LEGNO TRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE: LA CANTINA SILVANO FOLLADOR
DI SANTO STEFANO DI VALDOBBIADENE (TV)
Melissa Rizza
In genere, quando si pensa alla cantina, luogo deputato alla maturazione del vino, si immagina un luogo buio, polveroso, umido, con un odore più o meno marcato di muffa.
Tale immaginario comune ben si adatta a molti vini che caratterizzano la produzione italiana, ma non agli spumanti. Lo spumante necessita di molta pulizia, di un ambiente puro e sano, di una maturazione nella massima igiene.
Per tale motivo la struttura in cui lo spumante è prodotto è fondamentale. È impensabile infatti lavorare su strutture vecchie, soprattutto se si intende monitorare l'intera filiera che porta dalla materia prima al prodotto finito e se si intende raggiungere una certa razionalizzazione della produzione. Nonostante il vino sia un prodotto legato alla tradizione, per lo spumante l'aspetto tecnologico riveste un ruolo fondamentale.
Anche nella realizzazione delle cantine è possibile ottenere efficacemente il connubio tra tradizione ed innovazione. È il caso della Cantina Silvano Follador di Santo Stefano di Valdobbiadene (TV) che descriveremo, dove sono stati impiegati sistemi costruttivi prefabbricati con livelli di innovazione elevati: la copertura è stata realizzata in legno, materiale fortemente radicato nella tradizione del costruire, ma utilizzando il sistema Wood Beton Prepanel di Iseo (BS), mentre per il piano interrato sono stati impiegati solai alveolari RAP del Gruppo Centro Nord di Belfiore (VR) e travi TLQ autoportanti di CSP di Ghisalba (BG).
Il risultato conseguito è ottimo dal punto di vista sia estetico che funzionale, avvalorato da un risparmio in termini di tempi e di costi di gestione del cantiere, impensabili da raggiungere con sistemi tradizionali.
L'intervento
L'azienda Follador Silvano è una realtà in crescita nel panorama dello spumante italiano, contraddistinta dalla produzione di un vino, il cartizze, particolarmente pregiato tra le varietà di prosecco, coltivato in una ristretta zona nei pressi di Valdobbiadene, in provincia di Treviso.
L'azienda, già presente nel territorio da due generazioni, e quindi fortemente radicata nel tessuto sociale locale, sta emergendo attualmente come una realtà interessante, grazie alla oculata nuova gestione di Silvano Follador.
Fig. 1 - La nuova cantina Silvano Follador.
Negli ultimi anni, in seguito all'aumento della domanda di prodotto, si è dunque avvertita la necessità di ampliare gli spazi di produzione e di dotare l'azienda di nuovi impianti produttivi tecnologicamente all'avanguardia per garantire un livello qualitativo del prodotto finito sempre migliore.
Il progetto della nuova cantina aveva come obiettivo l'integrazione completa del fabbricato nel territorio. La preservazione e valorizzazione del territorio è obiettivo primario per aziende che dal territorio ricavano le materie prime, fondamentali per ottenere un prodotto di qualità.
Per tale ragione il sig. Follador, committente dell'opera, ha scelto di utilizzare prodotti naturali, quali il legno, e caratterizzati da un livello notevole di durabilità nel tempo, privilegiando i materiali locali e prestando particolare attenzione anche alla forma architettonica dell'edificio, in modo tale che essa non stridesse con l'architettura già presente nell'area, un'architettura di tipo prevalentemente rurale.
La nuova cantina ha l'aspetto di un antico fienile, sviluppata su due piani fuori terra ed uno interrato.

Il piano terra è caratterizzato da un ambiente open space che accoglie, nella sua parte centrale, le cisterne in acciaio, alte ben 6 m e che raggiungono pertanto la copertura dell'edificio. L'area centrale non presenta quindi impalcato intermedio.
Il piano interrato sarà invece attrezzato in un prossimo futuro per le attività di imbottigliamento e confezionamento.
Come anticipato, il primo piano è organizzato in due zone separate da un'area centrale vuota che si sviluppa a partire dal piano terra e che accoglie le cisterne di acciaio. I due soppalchi, uno all'estremità destra ed uno all'estremità sinistra del fabbricato, accolgono un locale dedicato alla maturazione dell'uva per una piccola produzione di passito ed un'area che sarà dedicata a sala degustazione.
Fig. 2 - Intonaco completamente realizzato a mano.
Fig. 3 - Le pavimentazioni della cantina sono tutte realizzate in porfido.
All'esterno le finiture sono di particolare pregio: la facciata principale presenta ampie vetrate che permettono di vedere gli impianti di produzione, veicolando la sensazione di una trasparenza nella produzione che contraddistingue anche il prodotto.

La struttura esterna dell'edificio è rifinita mediante l'esecuzione completamente a mano di un intonaco in "coccio pesto" di ben 5 cm di spessore. Inoltre tra una vetrata e l'altra saranno poste doghe in legno antico per armonizzare ancor più l'edificio con l'ambiente.
Le pavimentazioni del piano terra e della rampa che conduce al piano interrato sono realizzate completamente in porfido.
La cantina è collegata mediante una passerella ad un altro edificio, adibito ad ufficio e zona di ricevimento clienti. La passerella, calpestabile anche nella sua parte superiore, è anch'essa in legno, rivestita con pietre raccolte nei colli vicini e in seguito lavorate per conferire loro la forma voluta.
Massima attenzione dunque per la valorizzazione del territorio, soprattutto mediante l'utilizzo di prodotti locali capaci di dare all'edificio un aspetto di familiarità e integrazione.
Fig. 4 - Passerella di collegamento tra la cantina e gli uffici.
Le strutture portanti
I lavori per la realizzazione della nuova cantina sono iniziati nel mese di marzo del 2002. Esigenza primaria del committente era quella di ottenere una struttura funzionale per settembre, in modo da raccogliere il prodotto della vendemmia nel nuovo edificio. Per raggiungere tale obiettivo si è dimostrata vincente la scelta di utilizzare sistemi costruttivi prefabbricati che garantivano un risultato estetico e funzionale ottimo in tempi di posa relativamente brevi e in condizioni di sicurezza elevata. I sistemi costruttivi utilizzati sono:
- per le strutture orizzontali portanti: solai alveolari RAP del Gruppo Centro Nord di Belfiore (VR) e travi autoportanti TLQ di CSP di Ghisalba (BG). Il montaggio è stato eseguito da Tecnobau di Noventa di Piave (VE);
- per la copertura, il soppalco e il portico: sistemi Wood Beton Prepanel e Wood Beton in opera della Wood Beton di Iseo (BS).
Le strutture in legno Wood Beton
La copertura della nuova cantina è stata realizzata utilizzando il sistema Wood Beton Prepanel. L'effetto estetico è di notevole impatto, grazie a 7 capriate in legno lamellare con sezione 24x44 cm che scandiscono lo spazio, dimensionate per coprire una luce di circa 10 m, e caratterizzate da tiranti in acciaio, con pendenza del 40%.
Fig. 5 - Le sette capriate conferiscono un effetto estetico di notevole impatto.
Fig. 6 - Particolare del sistema di tiranti in acciaio.
La soluzione strutturale di eseguire capriate con tiranti in acciaio anziché con catene in legno è stata studiata per "guadagnare" spazio in altezza. L'ingombro delle catene nelle capriate classiche avrebbe ostacolato il posizionamento nei locali delle cisterne per la raccolta del vino.
Alla questione puramente strutturale si aggiunge comunque una valenza estetica molto interessante: l'abbinamento acciaio - legno risulta vincente nel conferire un'immagine di modernità a strutture tradizionali.
I tiranti sono ancorati agli appoggi mediante piastre metalliche di 10 mm di spessore e di dimensioni pari a 30x60 cm, solidarizzate nel cls delle strutture portanti verticali.
Il sistema di tiranti è costituito da un triangolo isoscele in corrispondenza del colmo i cui lati più corti sono lunghi 157 cm, mentre la base è di 247 cm. Il triangolo è collegato alle strutture verticali portanti perimetrali (muratura in c.a. di 30 cm di spessore) da due funi di circa 4 m di lunghezza.
L'orditura secondaria è costituita da travetti in legno lamellare con sezione pari a 12x20 cm, interasse di 72 cm e interposto in assito.
La struttura è dimensionata per sopportare un sovraccarico accidentale di 130 kg/mq.
Una particolarità è data dalle teste dei travetti che sporgono esternamente dalle murature perimetrali: prestando attenzione, è possibile notare che, in realtà, i travetti sporgenti sono stati applicati, poiché la loro direzione è perpendicolare a quella dell'orditura secondaria all'interno dell'edificio.
Il solaio che separa il piano terra dal primo piano è stato anch'esso realizzato con il sistema Wood Beton Prepanel.
Fig. 7 - Le teste sporgenti dei travetti.
Fig. 8 - Il solaio in legno tra il piano terra ed il primo piano.
L'orditura primaria è costituita da un telaio di travi in acciaio poggianti sui muri perimetrali. Come già accennato precedentemente il soppalco è diviso in due parti, poiché nella parte centrale dell'edificio è presente uno spazio vuoto su piano terra che ospita le cisterne di acciaio.
Inoltre, a ridosso della zona vuota, è presente anche un vano montacarichi per il trasporto del materiale dal piano interrato fino al primo piano.
L'orditura secondaria è costituita da travetti in legno lamellare di sezione pari a 12x20 e interposto in assito con interasse di circa 60 cm, dimensionata per sopportare un sovraccarico accidentale di circa 500 kg/mq.
Le strutture in legno comprendono anche la copertura di un porticato (vedi fig. 4) che collega la nuova cantina con un edificio già esistente che accoglie gli uffici e le sale di ricevimento degli ospiti.
Il porticato è stato realizzato in un secondo momento rispetto ai solai e alla copertura della cantina, ed è stato utilizzato anche un sistema costruttivo diverso. Infatti, anziché il Wood Beton Prepanel, si è utilizzato il Wood Beton in opera. Utilizzando il sistema Wood Beton in opera la struttura non viene precostruita in stabilimento ma è realizzata assemblando direttamente in cantiere i travetti già predisposti con gli appositi fori per ricevere il getto di calcestruzzo.
L'orditura primaria è costituita da tre travi in legno lamellare di sezione pari a 34x24 cm presenti sui lati più lunghi del portico (due su un lato e una sola sull'altro) per il collegamento dei setti in calcestruzzo, con lunghezza pari a circa 6 m.
L'orditura secondaria è costituita da travetti in legno lamellare di sezione pari a 12x20 con interasse di 60 cm con connettori metallici per zona sismica ed interposto in assito, dimensionata per sopportare un sovraccarico di 650 kg/mq.
Le strutture verticali ed orizzontali portanti
Le strutture portanti orizzontali prefabbricate sono state utilizzate per la realizzazione dell'impalcato tra il piano interrato e il piano terra. Esse sono costituite da:
- travi prefabbricate autoportanti di bordo e di spina di tipo TLQ, con dimensioni pari a 60 cm di base e 72 cm di altezza, comprensive di zoccolo sottosporgente di calcestruzzo pregettato di 20 cm di spessore;
- solai alveolari autoportanti in c.a.p. del tipo RAP di 42 cm di spessore, calcolati per sopportare un sovraccarico permanente di 300 daN/mq ed uno variabile di 3000-5000 daN/mq, giustificato dalla necessità di sostenere le cisterne per la maturazione e conservazione del vino presenti al piano terra.
Tutte le strutture hanno un indice di resistenza la fuoco pari a R 120'.
Conclusioni
La committenza ha espresso piena soddisfazione per l'esecuzione dell'opera. In particolare l'aspetto più apprezzato è stato la velocità di realizzazione delle strutture: infatti, per la posa dei solai alveolari e delle travi prefabbricate è stato impiegato solo un giorno, e per le strutture in legno solamente tre giorni.
Ciò anche in vista della necessità di disporre di una struttura operativa per la vendemmia da svolgere nel mese di settembre.
Inoltre è stata riconosciuta notevole professionalità e competenza alle squadre di montaggio, capaci di risolvere prontamente le problematiche che potevano sorgere in cantiere, senza compromettere il risultato qualitativo ed estetico finale.
Fig. 9 - I solai alveolari e le travi autoportanti sono utilizzati per realizzare l'impalcato tra il piano interrato e il piano terra del nuovo edificio.
Ringraziamenti
Si ringrazia per la disponibilità dimostrata il Sig. Follador Silvano di Santo Stefano di Valdobbiadene (TV).
| Tipo di edificio |
Dimensione |
| Cantina vinicola |
Circa 400 mq coperti (540 mq pedonabili) |
| Ubicazione |
Committente |
| Santo Stefano di Valdobbiadene (TV) |
Silvano Follador - Santo Stefano di Valdobbiadene (TV) |
| Progettista architettonico e Direttore Lavori |
Progettista strutturale |
| Studio di Architettura Segni - Valdobbiadene (TV) |
Studio di Ingegneria Plintos - Alano di Piave (TV) |
| Impresa esecutrice generale |
Impresa esecutrice prefabbricati |
| Impresa Guizzo - Guia di Valdobbiadene (TV) |
Tecnobau s.r.l. - Noventa di Piave (VE) |
| Principali aziende fornitrici |
Responsabile commerciale |
Wood Beton s.p.a. - Iseo (BS)
Gruppo Centro Nord s.p.a. - Belfiore (VR)
CSP s.p.a - Ghisalba (BG)
Tecnobau s.r.l. - Noventa di Piave (VE) |
Geom. Sandro Ciani
Comet Commerciale s.r.l. - Noventa di Piave (VE) |